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La signora dei ventagli
La signora dei ventagli

La signora dei ventagli

Gli uomini hanno la spada, le donne hanno il ventaglio
e il ventaglio è forse un’arma altrettanto efficace!
(Thomas Addison)

L’uso del ventaglio risale alla notte dei tempi. 

Il termine “ventaglio” deriva dal latino ventus, ovvero vento, e quindi “arnese per farsi aria”. La sua invenzione si intreccia con leggende e miti di diverse culture. Secondo una curiosa narrazione biblica, il primo gesto di Eva nel Paradiso terrestre non fu quello di creare una cintura di foglie, ma di staccarne una larga e profumata per usarla come ventaglio. D’altra parte, una leggenda cinese attribuisce l’invenzione a Kan-si, figlia di un potente mandarino, che durante una festa delle lanterne usò la sua maschera per sventolarsi e alleviare il caldo.

Altre dieci, altre cento, altre mille leggende simili potrebbero essere ugualmente narrate, credute o non credute

Il ventaglio, molto più di un semplice accessorio per rinfrescarsi, è un oggetto ricco di storia, di simbolismo e di fascino.

Dalle sue origini antichissime fino ai giorni nostri, il ventaglio ha accompagnato l’umanità, evolvendosi nelle forme, nei materiali e nei significati. Utilizzato non solo per trovare sollievo dalla calura, ma anche come strumento di comunicazione, simbolo di potere e accessorio di moda, il ventaglio racchiude in sé un patrimonio culturale straordinario.

Le prime testimonianze dell’uso di oggetti simili a ventagli risalgono all’antico Egitto , dove venivano utilizzati i flabelli, grandi ventagli fissi con lunghe impugnature, realizzati con piume o foglie di palma. Questi non avevano solo una funzione pratica (rinfrescare e scacciare gli insetti), ma erano anche simboli di regalitàautorità e potere divino. L’invenzione del ventaglio pieghevole, più pratico e maneggevole del flabello, è attribuita al Giappone, tra il VII e l’XI secolo.
Il ventaglio pieghevole giapponese, chiamato “sensu” (扇子), divenne rapidamente un oggetto di uso comune, utilizzato sia dagli uomini che dalle donne.
Il sensu non era solo uno strumento per rinfrescarsi, ma anche un accessorio di moda, un oggetto rituale (utilizzato nelle cerimonie del tè, nelle danze e negli spettacoli teatrali) e persino un’arma (il tessen, un ventaglio da guerra con stecche di metallo).
I ventagli giapponesi erano spesso realizzati con materiali pregiati, come carta di riso, seta e bambù, e decorati con dipinti, calligrafie e motivi ornamentali.

I ventagli pieghevoli arrivarono in Europa dalla Cina e dal Giappone nel XVI secolo, attraverso le rotte commerciali, e divennero rapidamente un accessorio di lusso, simbolo di eleganza e raffinatezza. Nel XVII e XVIII secolo, alla corte del re Sole in Francia, il ventaglio raggiunse l’apice della sua popolarità. Il re istituì la corporazione degli “éventaillistes“, i maestri artigiani specializzati nella fabbricazione di ventagli, che divennero veri e propri oggetti d’arte, realizzati con materiali preziosi come avorio, madreperla, tartaruga, oro e argento, e decorati con dipinti, pizzi e ricami. Addirittura Enrico Estienne scriveva, nei suoi Dialoghi del nuovo parlar francese: «le signore si sono così affezionate ai ventagli da non volerli abbandonare neppure durante l’inverno, e come d’estate, se ne servono per combattere il calore del sole, li usano d’inverno per combattere il calore del fuoco». Nel XIX secolo, durante l’epoca vittoriana in Inghilterra, il ventaglio divenne uno strumento di comunicazione non verbale, utilizzato dalle donne per esprimere i propri sentimenti e le proprie intenzioni in modo discreto e codificato.
Esisteva un vero e proprio “linguaggio segreto del ventaglio“, con gesti e posizioni che avevano significati precisi, fatto di assensi e attese, risposte nascoste e indirizate solo alla persona che si stava guardando.

Ma non è solo un pezzo della nostra storia, è un oggetto legato alla religione e all’esoterismo.

Si narra che la sua forma semicircolare del ventaglio, con angoli di apertura che variano nel tempo, non è casuale… è la rappresentazione allegorica della vita: si apre, un inizio, una curva ascendente, un culmine, una curva discendente, una fine, si chiude. Proprio come la storia di questa donna che in un battito veloce di mani ha chiuso i suoi ventagli ed è sparita da questa casa.

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