utenti collegati
La villa dell’ambasciatore
La villa dell’ambasciatore

La villa dell’ambasciatore

Si ti ho dimenticato.
Ma qualche volta ti penso ancora.
Qualche volta tipo sempre.
(Anonimo)

Essere dimenticati è come svanire lentamente, come un’ombra che si dissolve al calare del sole. È un dolore silenzioso, un vuoto che si allarga ogni giorno di più. Quando una persona che ami smette di cercarti, di scriverti, di chiamarti, è come se il tuo posto nel suo cuore si restringesse fino a sparire. Ti senti un’eco lontana, un grido soffocato che nessuno ascolta.

Essere dimenticati da un figlio, da un amore, da un parente è un’esperienza che spezza l’anima. Ti chiedi cosa sia andato storto, cosa avresti potuto fare di diverso. Ti ritrovi a cercare tracce di loro nei ricordi, nelle vecchie fotografie, nelle parole che un tempo erano piene di calore e ora sono solo ombre di ciò che era.

È un po’ come vedere una casa che un tempo era piena di vita, ma ora è abbandonata, con le finestre chiuse e la polvere che si accumula nelle stanze. Ogni stanza porta il ricordo di momenti felici: le risate, gli abbracci, le promesse. Ma ora quelle stanze sono vuote, dimenticate, come se la felicità che un tempo le abitava non fosse mai esistita.

Essere dimenticati ti lascia con una domanda incessante: “Non sono più importante per te?”

E quella domanda resta lì, senza risposta, a pesare sul cuore.

Ma forse il dolore più grande non è essere dimenticati, ma sapere che per loro non è nemmeno una scelta consapevole: è semplicemente accaduto.

E tu rimani lì, sospeso tra il ricordo e l’oblio, cercando di ricordare a te stesso che, anche se sei stato dimenticato, tu non dimenticherai mai.

Puoi leggere di questa Villa anche in questo mio articolo:

Un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *