Nessuno lascia vagare suo fratello nel buio da solo.
(Jolene Perry)

Una villa, i nomi di tre fratelli, una montagna di ricordi dimenticati e una favola inventata.
La villa sorgeva solitaria, abbracciata da un bosco che sembrava respirare con il vento. Era un luogo antico, maestoso, con finestre che scrutavano il mondo come occhi silenziosi. Un tempo, era stata piena di vita, di risate che riecheggiavano nelle stanze e giochi che si perdevano nei suoi giardini. Ora, però, sembrava custodire un segreto, uno che nessuno aveva osato risvegliare.
I tre fratelli erano tornati lì dopo anni. La villa apparteneva alla loro famiglia, ma nessuno vi aveva vissuto da quando i ricordi erano stati sepolti. Erano stati chiamati per sistemare le ultime questioni legali, ma la verità era che nessuno di loro poteva ignorare il richiamo di quel posto, come se qualcosa li stesse aspettando.
Amandine fu la prima a entrare. Accarezzò il corrimano della grande scalinata, come se cercasse un frammento di memoria nascosto. Emilie, pragmatica come sempre, osservava le stanze con occhi analitici, il caos che era stato lasciato dai ladri che avevano devastato la casa dove avevano trascorso l’infanzia. Mentre Jean, il più giovane, si lasciava guidare dalla curiosità, aprendo porte e svelando angoli dimenticati.
Fu nel vecchio studio che trovarono la chiave per il loro mistero. Una scatola ancora chiusa, con i loro nomi incisi. Dentro, c’erano fotografie, lettere e piccoli oggetti che sembravano appartenere a un’altra vita. Ma la cosa più inquietante era una mappa, disegnata a mano, che indicava un luogo preciso: la cima della montagna che sovrastava la villa.
Nonostante la paura e l’incertezza, decisero di seguire quella traccia. La salita fu lunga e difficile, ma ogni passo sembrava avvicinarli a qualcosa di importante. Alla fine, raggiunsero una radura. Lì, sotto un grande albero, trovarono una lapide, semplice e silenziosa. Incisa nella pietra c’era una frase: “Qui riposano i nostri ricordi, custoditi per sempre.”
Fu allora che tutto tornò. Le estati passate insieme, le avventure, le promesse fatte sotto quel cielo. I tre fratelli si guardarono, e per la prima volta dopo anni, sorrisero. Avevano ritrovato ciò che pensavano di aver perso: non solo i ricordi, ma anche il legame che li univa.
La villa, la montagna, la vista del lago da lassù in cima e quel luogo segreto non erano altro che un richiamo. Un invito a ricordare, a riscoprire il passato per poter costruire il futuro.







































